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Le prime testimonianze sull'uso dei paraventi (Byobu)
in Giappone risalgono al primo periodo Nara (645 - 794)
quando venivano utilizzati in funzione della collocazione di statue
buddiste. Con la fine dell'VIII secolo i Byobu si slegano
dall'ambito prettamente religioso per entrare, unitamente ai fusuma
("sliding doors" porte scorrevoli dipinte),
nelle case dell'aristocrazia. Le dimore giapponesi, sia quelle
aristocratiche che quelle del ceto medio, presentavano degli ambienti
interni molto ampi e con poche pareti fisse. Inoltre il mobilio
era ridotto ai minimi termini, di conseguenza i paraventi costituivano
degli elementi funzionali dell'arredamento utilizzati sia come
riparo dalle correnti d'aria, sia come pareti per suddividere
questi grandi spazi. Il paravento, grazie alle sue caratteristiche,
permetteva di creare moduli abitativi variamente modificabili
a seconda delle esigenze piu' diverse.
L'evoluzione
stilistica dei Byobu ha inizio con rappresentazioni
di singoli soggetti su ogni singolo pannello, per giungere poi
alla descrizione di scene continue che si sviluppano anche su
piu' paraventi realizzati per essere collocati nello stesso ambiente.
Le ampie superfici a disposizione vennero da subito utilizzate
come supporto ideale per pitture di grandi dimensioni.
Nei complessi residenziali dell'aristocrazia del periodo Heian
(794 - 1185), caratterizzati da sale particolarmente grandi, i
paraventi venivano largamente impiegati in gruppi di quattro,
otto o addirittura dodici; i principali temi in essi raffigurati
si rifacevano allo stile chiamato yamato-e e riguardavano
la rappresentazione delle quattro stagioni (shiki-e), quella
dei luoghi famosi (meisho-e), delle scene di costume e
di genere, i ritratti commemorativi, i racconti e le scene biografiche
(monogatari-e). A partire dal medioevo, con il differente
sviluppo delle abitazioni, gli ambienti vennero suddivisi da pannelli
scorrevoli decorati (fusuma) e l'abitudine di usare paraventi
in coppia divenne allora consuetudine fino agli inizi del XV secolo.
Come conseguenza dell'abbinamento in coppia furono sviluppate
delle composizioni in cui un singolo tema veniva rappresentato
come una narrazione continua su entrambe le superfici dei paraventi;
generalmente le estremita' risultavano riccamente decorate contrariamente
alle parti centrali. Se il periodo kamakura (1185 - 1333)
segno' il prevalere di uno stile monocromatico in grado di soddisfare
le esigenze della classe dominante costituita da una famiglia
di militari, con le epoche Momoyama (1573 - 1615) ed Edo
(1615 - 1868) si ha il prevalere di una ricca policromia e di
un largo impiego dei fondi oro. Un ruolo centrale nella pittura
in questo periodo e' rivestito dalla scuola Kano, il cui
stile nasceva dalla creazione di un nuovo genere pittorico decorativo
che fondeva i colori dello stile yamato-e con l'utilizzo
della tecnica a foglia d'oro (kinpaku) e l'espressivita'
dinamica della scuola cinese.
Le scene
dipinte sui paraventi giapponesi, come quelle raffigurate sui
rotoli orizzontali (emaki), obbediscono alle medesime convenzioni,
si leggono cioe' da destra verso sinistra.
Le pregiate foglie d'oro e d'argento applicate sovente sulla superficie
dei Byobu rendono estremamente preziosi questi arredi,
ma pure hanno la funzione di amplificare la luce in presenza di
scarsa illuminazione: e' per esempio di estrema raffinatezza e
suggestione l'effetto creato da questo tipo di paraventi in presenza
di una candela.
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